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IL PRISMA centro culturale multimedia Siena 1980

Siena, arti visive, centro culturale, mostre virtuali, diffusione di notizie ed eventi culturali, formazione e didattica.

è esclusa qualsiasi finalità di lucro

 

 

(nota di Bruno di Blasi, da "dentro la città - oltre le mura" catalogo alla mostra, Siena 1992. Pollicino Progetti Culturali, Rassegna per la fotografia senese)

Quando incominciammo a frequentarci, alla fine degli anni '70, la 'cultura fotografica' a Siena era un vano parlare di problemi tecnici, un vanitoso partecipare ai 'concorsi', un confronto irrispettoso fra le proprie immagini e le opere dei 'maestri' ai quali consapevolmente o no tutti ci ispiravamo.

Non ricordo chi per primo, ne quando, si accorse che tutto questo non era attività, ma soltanto un girare intorno al problema senza affrontarlo, senza assumere la responsabilità di pensare una soluzione, di realizzarla, affrontarla come esperienza compiuta, e proporla al giudizio e alla critica degli altri.

Daniele Sasson, Gianfranco Sciarra, Mauro Tozzi ed io abbandonammo così i circoli, spesso fumosi templi di 'non cultura', e ci trovammo, quasi senza accorgersene, a gestire un gruppo di lavoro al quale poi fu dato il nome IL PRISMA, il taglio assunto fu quello di centro culturale multimedia, ed affittammo i locali di una vecchia ma bella cantina nel Casato di Sopra.

IL PRISMA (le sfaccettature in cui si articola l'arte e la cultura sono infinite) si trovò subito nella necessità di agire per giustificare la sua stessa esistenza. Il primo anno di attività vide la realizzazione di rassegne non solo fotografiche ma anche di pittura, poesia, musica, grafica, satira politica, a sottolineare il carattere di spazio aperto a tutte le attività, a tutte le esperienze, a tutte le persone interessate.

Fino a quel momento nella città non si era visto uno spazio disponibile per le esperienze ed il confronto delle proposte più eterogenee, anzi le varie manifestazioni artistiche che venivano allestite facevano capo ai templi tradizionalmente delegati alle rispettive discipline: la pittura nelle gallerie, la musica nelle sale da concerto, la prosa nei teatri, la fotografia, invece, in spazi per l'occasione improvvisati. Per la sua stessa natura, infatti, la fotografia ha sempre incontrato infinite difficoltà nel ritagliarsi la propria fetta di mercato, e perfino il proprio spazio espositivo. L'immagine fotografica, consumata, venduta e sfruttata in tutti i settori non ha una sua dimensione proprio in quello artistico.

In quei primi anni di attività entrammo in contatto con molti gruppi culturali che operavano al di fuori della nostra città e della nostra regione, collaborammo con Circoli ed Enti per la realizzazione di iniziative qualificanti, cominciammo ad essere conosciuti e contattati nel difficile mondo dell'immagine.

L'attenzione del gruppo, però, si rivolse, a partire dal 1984, sempre più nel campo della ricerca fotografica e dell'immagine in genere, interessandosi a tecniche non tradizionali. Da questo secondo periodo le iniziative realizzate da IL PRISMA, nei propri locali o altrove, consistettero in mostre di fotografia e non, ma prevalentemente di immagini ottenute con interventi meccanici o chimici quali ad esempio l'immagine istantanea Polaroid, la 'fotocopia' d'arte ovvero la copy-art, ecc.; un ambito di ricerca ricco di stimoli culturali e visivi in quanto ancora abbastanza inesplorato, ma proprio per questo più promettente. Esperienze come queste risultavano ancora più 'esotiche' in un contesto sociale come quello senese che non aveva conosciuto particolari episodi della cosiddetta 'avanguardia'. Furono scoperti e divulgati aspetti dell'immagine di cui non ci eravamo mai occupati e ci accostammo a strade interpretative che, uscendo dai binari dell'usuale, lasciavano intravedere possibilità espressive tutte da percorrere.

L'attività de IL PRISMA, quindi fu utile e stimolante per quanti vollero partecipare, come protagonisti o come spettatori, e ha permesso a molti di allargare gli orizzonti della propria attività artistica e, comunque, di approfondire il respiro culturale proprio della città.

La storia  quale spazio espositivo si concluse alla fine del 1988. L'impegno che richiedeva la gestione di un centro culturale come quello era decisamente troppo oneroso (economicamente) per essere sostenuto dal solo volontariato, sia pure entusiastico, di poche persone; i locali espositivi non erano più sufficienti ne idonei ad ospitare rassegne dell'importanza che si sarebbe voluta. E' rimasta un'eredità da raccogliere, l'esperienza de IL PRISMA insegna che è possibile realizzare quanto si sente necessario anche senza una collaborazione organizzata e burocratica alle spalle. IL PRISMA però è rimasto tuttora un esempio isolato, malgrado nella cantina di via del Casato siano passati artisti ed opere oggi conosciuti ed apprezzati.

Bruno di Blasi

IL PRISMAmultimedia, dopo la chiusura dello spazio espositivo, ha proseguito la sua attività per volontà ed impegno di uno dei soci fondatori; si occupa di consulenza per allestimenti e  realizzazioni di progetti multimediali in collaborazione con singoli artisti, centri culturali e Istituzioni pubbliche.

 

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